Latest Article

New stock
Seasonal delicatessen on sale again.


Latest Video

Forthcoming videos
What to expect on Youtube & on this site soon

Ritorno alle origini

2014-11-22
November 22, 2014

 

SOTTOMESSAMENTE

 

Quest’epoca, la prima dopo la disgregazione della comunita’ organizzata (jamā`ah) con a capo un leader politico riconosciuto (Imām), ha visto:

 

  • La progressiva erosione del comune linguaggio classico, condiviso da sapienti di tutte le scienze per 1300 anni e più, e fondato su un’identità di visione del Dīn, del suo significato e della sua realtà;
  • La riscrittura moderna e modernista della prassi e sintassi Islamica.

 

Come detto in un precedente scritto, le realtà vengono trasformate trasformandone i nomi.

Una tipica distorsione che è assunta a moda, imperversante e tracotante come quasi tutti i fenomeni di passaggio, è l’uso della frase “ritornato all’Islam”.

Cerchiamo di fare velocemente chiarezza sul tema per i pochi rimasti che hanno interesse a conoscere, conoscere ciò che la catena dei nostri Predecessori e i loro Successori possedeva e promovueva.

 

  • Punto primo: Allah non ha usato tale espressione nel Suo Libro; il Profeta, Sallallāhu ‘alayhi wa-Sallam, non l’ha usato; non l’hanno usato gli esegeti del Corano, i commentatori della Sunnah, i giuristi, i mutakallimūn, i Sufi, gli storici, i biografi, i letterati, gli amministratori della giustizia, gli scribi e le elite politiche. Tutti loro hanno sempre usato “aslama” (“si è sottomesso”, “si sottomise”, e anche “è entrato nell’Islam”, “è diventato muslim” ecc); “Islām” (l’atto della sottomissione) e “muslim” (la persona che compie l’atto). La realtà è la stessa. Dalla prima generazione in poi, milioni di persone hanno compiuto lo stesso atto ora per la prima volta descritto come “ritorno all’Islam”.
  • Punto secondo: Il presunto supporto per tale neologismo è un singolo hadīth stra-conosciuto alle generazioni ininterrotte di seguaci dell’Islam classico. Non è, dunque, basato su un nuovo fenomeno di quest’epoca che necessita di un nuovo vocabolo per esprimerlo.
  • Punto terzo: Il famoso hadīth giammai dice che ogni neonato nasce muslim. Nessun sapiente ha detto questo, e tale asserzione è difatti fallace. Dice solo che un neonato non viene alla luce con un peccato dottrinale originale. Viene alla luce in uno stato primigenio, di natura primordiale (fitrah). Non viene alla luce incrostato di kufr, ma, come dice il hadīth, sono i genitori, cioè l’input dell’ambiente circostante, che intacca e modifica tale primordialità benedetta. Se trascende tale incrostazione, entra nell’Islam e si sottomette al Solo Dio. L’Islam è un’altra realtà, definita separatemente dalla fitrah. Per esempio, un aborigeno che non ha mai sentito parlare del Profeta, Sallallāhu ‘alayhi wa-Sallam, e del suo messaggio, è in uno stato di fitrah. Come tale, è salvato dal Fuoco Eterno, come lo è il bambino non musulmano che muore in età precoce, o molti degli umani e jinn che vissero in un’epoca intermedia fra messaggi profetici, per esempio fra ‘Īsā e Muhammad, la pace sia con entrambi. Nessuno di loro, però, è muslim, e non è mai stato definito tale dai sapienti. L’Islam, come tutti sappiamo, è una sottomissione precisa che comprende la doppia testimonianza di fede, attuare la salāt, pagare la zakāt, digiunare il Ramadān e orientarsi di proposito verso la Sua Antica Casa. Tale sottomissione non si avvera alla nascita, pur libera come è da deviazioni dottrinali o rituali, che non sono intrinseche ma vengono acquisite solo in seguito (da famiglia, ambiente, istruzione, compagnia ecc).
  • Punto quarto: Estremi di assurdità si raggiungerebbero se si sostenesse la tesi che uno è muslim due volte, alla nascita e al momento del “ritorno”. Si dovrebbe infatti asserire che ogni neonato, essendo “muslim per nascita”, può ereditare da muslimūn, passare a loro beni in eredità, essere seppellito nei loro cimiteri ecc. Ciò non avviene nella vita normale per una ragione solo: Che non è muslim, anche se il suo stato primigenio (fitrah) non è stato ancora corrotto. Sappiamo altresì che il raggiungimento della pubertà (bulūgh) è un requisito essenziale del taklīf o sottomissione agli ordini e alle proibizioni della Legge.

 

In conclusione, l’uso delle espressioni “ritornare all’Islam”, “ritornato all’Islam” e affini, non ha una base legittima nel Dīn, come del resto gran parte delle variazioni moderniste, e va dunque scoraggiato. Il che, naturalmente, non significa stigmatizzare i fratelli che ne fanno uso, generalmente in buona fede e con intenzioni pure; con tutto che una buona intenzione non è necessariamente sinonimo di autenticità o beneficio.

 



Currently no comments. Be the first to comment!
Post your comment:


* Your Name :
* Your Email :
  Your email address WILL NOT be published. It is only required for validation purposes.

Please re-type the words in the image: